Chi Siamo

I soci fondatori di Deconflict sono tutti avvocati, ma con formazione molto diversa tra loro, in grado di integrarsi perfettamente ed assicurare il massimo di complementarità alla propria azione. Nel dettaglio, i rispettivi curricula rispecchiano percorsi diversi ma uniti nel comune sentire, nell’ambito della cultura dell’efficiente gestione del conflitto e della conciliazione come principio fondante della loro azione professionale.

Avv Piero SandulliPiero Sandulli, avvocato civilista e amministrativista, titolare della cattedra di diritto processuale civile nell’Università di Teramo e uno dei massimi esperti di conciliazione ed arbitrato nel diritto sportivo, ha assunto il ruolo di Responsabile Scientifico dell’Ente di Formazione e quindi fornisce al gruppo un rilevante apporto di approfondimento culturale originale, basato sul giusto rapporto tra giurisdizione e contratto di conciliazione.

Avv Alessandro DiotalleviAlessandro Diotallevi, avvocato civilista con prevalente esperienza giuslavoristica e nel settore della responsabilità medica, è stato per oltre venti anni alto funzionario della camera dei deputati, ed ha maturato una invidiabile esperienza nel campo della formazione, del drafting legislativo e nella consulenza ad enti pubblici ed istituzioni.

Avv Stefano CardinaleStefano Cardinale, avvocato internazionalista con studio a Roma e Barcellona, ha acquisito una vasta esperienza internazionale, avendo frequentato master e corsi specialistici in Gran Bretagna, USA, Spagna ed India, in negoziazione e mediazione internazionale, analisi e gestione dei conflitti, tutela dei diritti umani. Ha svolto la sua pratica di mediatore presso la Small Claim Court di Chula Vista (San Diego, CA) ed ha esercitato la professione in Italia e in Spagna, dove è stato Direttore Accademico di due master per avvocati presso l’Instituto Superior de Derecho y Economìa. La sua conoscenza avanzata delle lingue inglese e spagnola gli consente di gestire con profitto contatti professionali in molti Paesi e quindi di agire come diffusore della cultura italiana della mediazione all’estero, anche in un’ottica di sviluppo delle mediazioni transfrontaliere e internazionali.

Avv Ferdinando CarboneFerdinando Carbone, avvocato civilista con vocazione internazionalistica, si è sempre occupato di arbitrato camerale sia come consulente Unioncamere che come esperto di arbitrato nell’ambito della Camera di Commercio Internazionale, Sezione Italiana. E’stato segretario generale della SIMED, uno dei primi enti sorto in Italia per la promozione della mediazione delle controversie, e quindi dal 2006 si occupa stabilmente dello sviluppo di Deconflict, di cui è legale rappresentante.

Tutti i soci di Deconflict sono formatori e mediatori, accreditati negli elenchi del Ministero di Giustizia ai sensi del Decreto Legislativo 4 marzo 2010 N°28 e successivi regolamenti attuativi.

FILOSOFIA E VALORI

Deconflict, lungi dall’essere un mero organismo di mediazione fra i tanti previsti dal Decreto Legislativo 4 marzo 2010 N°28, si propone lo scopo di contribuire alla crescita della cultura della pacificazione e della giustizia sostanziale nel nostro Paese, contribuendo a ridurre l’arretratezza di un sistema giurisdizionale ancora troppo lento e vincolato ai principi di dialettica avversariale, ove alberga l’esasperazione dialettica del contraddittorio e delle impugnazioni, a scapito degli interessi sostanziali delle parti in causa.

Il nuovo logo di Deconflict rappresenta una stilizzazione del Ponte di Mostar, storico simbolo dell’incontro di civiltà e di reciproca comprensione e condivisione di comuni valori, pur nel rispetto delle diversità culturali, etniche e religiose, in armonica simbiosi con i fondamenti del dialogo costruttivo e della pacificazione.

L’esempio cui Deconflict si ispira non è soltanto il modello anglosassone delle ADR, da intendersi non solo come alternative dispute resolution, ma piuttosto come adequate dispute resolutions, ma anche un nuovo modello europeo e civilistico di giustizia alternativa piuttosto che di alternativa alla giustizia, basato al tempo stesso sul rispetto del diritto e sulla ricerca della soluzione concreta e sostenibile delle controversie.

Deconflict, originariamente denominata Bridge Mediation Italia è sorta nel 2006, dapprima solo come ente di formazione, iscritto al N°1 dell’elenco tenuto dal Ministero di Giustizia Italiano, per conferire la giusta priorità alla preparazione e alla cultura della mediazione e delle sue tecniche, e poi tre anni dopo, nel 2009, come organismo di mediazione, privilegiando dunque il criterio dell’acquisizione di propri mediatori, formati dai propri docenti, piuttosto che adottare il modello camerale, in cui la formazione è per lo più affidata a enti esterni, spesso diversi tra loro, non solo nelle metodiche ma anche nella scala di valori..

L’imprinting di Deconflict è così assicurato non solo da un substrato culturale omogeneo, ma anche da una continua ricerca di perfezionamento delle conoscenze, e da una decisa scommessa sull’approccio multidisciplinare al conflitto, testimoniata dal gran numero di professionisti diversi che compongono il suo panel di mediatori e che costituiscono il vero capitale dell’Organismo, che gli permette di gestire e risolvere efficacemente ogni tipo di conflitto.

L’azione di Deconflict, rifuggendo dalla spettacolarità e da un certo protagonismo di facciata, si prefigge di contribuire ad una svolta del Paese nel segno della conquista di un’efficienza produttiva e di affidabilità delle istituzioni, nel segno del dialogo costruttivo come metodo e soluzione dei problemi giuridici, economici e sociali di un mondo in continua evoluzione.

Gli scopi perseguiti non si limitano pertanto all’applicazione della mediazione nell’ambito delle controversie da appianare ma, più in generale, all’introduzione delle più avanzate metodiche dialogiche e di analisi e gestione dei conflitti, anche solo potenziali, in un’ottica di prevenzione basata sulla responsabilizzazione delle parti e sul valore pattizio di accordi equi e sostenibili, capaci di dare valore aggiunto grazie ad un’autonomia privata consapevole e non puramente egoistica, in grado di imporsi come nuova fonte di progresso civile.

Deconflict si propone altresì di servire tutte quelle aziende che credono nell’importanza di una corretta gestione della conflittualità interna attraverso lo studio e la creazione di sistemi ad hoc di gestione delle controversie, fondati sia sull’utilizzo di risorse umane interne all’azienda stessa sia sulla specifica professionalità di un “ombudsman” esterno.